L’ATLANTE NAZIONALE DELLE STRAGI NAZI-FASCISTE LA RESISTENZA IN UMBRIA e ad ORVIETO Vicende storiche e Protagonisti

giovedì 18 gennaio 2018

Convegno Nazionale di Formazione per il personale ISPETTIVO,
DIRETTIVO, DOCENTE ed ATA della Scuola pubblica statale


L’ATLANTE NAZIONALE DELLE STRAGI NAZI-FASCISTE
LA RESISTENZA IN UMBRIA e ad ORVIETO
Vicende storiche e Protagonisti

Orvieto, 26 Gennaio 2017, Liceo Classico “F. A. Gualterio”, Piazza Ippolito Scalza

IL CESP è Ente Accreditato/Qualificato per la formazione del personale della scuola (Decreto Ministeriale 25/07/06 prot. 869)

ESONERO DAL SERVIZIO PER IL PERSONALE ISPETTIVO, DIRIGENTE,  DOCENTE E ATA

con diritto alla sostituzione, ai sensi dell’art. 64, commi 4-5-6-7 del CCNL 2006/09 - CIRC. MIUR PROT. 406 DEL 21/02/06)


Orvieto, 26 Gennaio 2017

PROGRAMMA DEI LAVORI         Ore 8.45  –  13.00


Ore 8,45 – 9.15
Registrazione partecipanti
9.15 - 10.15
"Saluti e Introduzione", prof.ssa Catia Coppo, presidente CESP di Terni;
prof.ssa Anna Maria Chiasso, Cobas della Scuola.
"La Resistenza nell’Orvietano e i Martiri Antifascisti", dott. Mirko Pacioni, Associazione Centro di Documentazione Popolare di Orvieto.

10.15 - 10.30 Pausa

10.30 - 12.30
"L’Umbria nell’Atlante Nazionale delle Stragi Nazi-Fasciste" prof. Angelo Bitti, ricercatore ISUC. Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea


"Il contributo dei Partigiani slavi nelle Brigate umbre" prof. Renato Covino, Università degli Studi di Perugia

scaricate QUI l'esonero dal servizio da consegnare in segreteria

LA SENTENZA “POLITICA” DEL CONSIGLIO DI STATO COINVOLGE IN UMBRIA 900 MAESTRE IN RUOLO O CHE INSEGNANO DA ANNI. IL MIUR SCARICA LA QUESTIONE AL PROSSIMO GOVERNO. SUBITO UN DECRETO-LEGGE DA QUESTO GOVERNO, CHE RENDA GIUSTIZIA ALLE DIPLOMATE MAGISTRALI E A TUTTI I PRECARI

Dopo il successo dello sciopero e delle manifestazioni dell'8 gennaio il MIUR ha convocato ieri i COBAS, assieme ad altri sindacati conflittuali, per affrontare la questione dei diplomati magistrali. 
Le rappresentanti del MIUR hanno fornito i dati del monitoraggio delle iscritte in GaE e dei contratti a tempo indeterminato stipulati da cui si evince che in Umbria le docenti coinvolte sono in totale 897:
·        59 sono le docenti già assunte a tempo indeterminato con clausola risolutiva che rischiano il posto di lavoro.
·        149 sono le iscritte a pieno titolo nelle GAE (149 scuola infanzia e 20 scuola primaria)
·        689 sono le iscritte con riserva alle GAE (graduatorie ad esaurimento) di cui 624 alla scuola per l’infanzia e 631 ala scuola primaria;
 
Sulla base delle volontà espresse dalle maestre/i in lotta e della necessità di  proposte unificanti che evitino una ennesima “guerra tra poveri”, i COBAS hanno prima fatto presente come la convocazione del tavolo fosse un atto dovuto, data la totale non rappresentatività dei sindacati concertativi in materia, totalmente assenti dalle mobilitazioni di queste settimane ; ed hanno poi esposto una piattaforma unificante sia per le diplomate/i magistrali sia per tutti i precari/e della scuola, basata sui seguenti punti: 
1) le immesse/i in ruolo che hanno superato l'anno di prova mantengono il proprio posto e lo stesso vale per chi deve superare l'anno di prova in questo anno scolastico;
2) permanenza nelle GAE, in base al punteggio acquisito, di tutti/e i/le docenti con relativo scioglimento della riserva;
3) riapertura delle GAE, in tutti gli ordini di scuola, per tutti/e i/le docenti in possesso di abilitazione (Diplomati Magistrali con titolo conseguito entro l'a.s. 2001/2002, Laureati in Scienze della Formazione Primaria Vecchio e Nuovo Ordinamento, PAS, TFA, ecc.);
4) immissione in ruolo di tutti/e i/le precari/e con 3 anni di servizio presso le scuole di ogni ordine e grado.
 
I COBAS hanno poi ribadito la totale contraddizione tra l’ultima sentenza del Consiglio di Stato ed i precedenti giudicati dello stesso Consiglio, che dimostra come si sia trattato di una spudorata sentenza “politica”, come politica è stata negli ultimi decenni la volontà di tutti i governi di utilizzare massicciamente il precariato per risparmiare un buon 30% nelle spese di personale ed evitarne la ribellione frammentando la categoria in mille sotto-gruppi messi in conflitto tra loro. Abbiamo inoltre sottolineato che lo Stato deve ringraziare le centinaia di migliaia di precari/e disposti/e a subentrare a coloro che “lasciano” la scuola (in una categoria pesantemente sottopagata) e dunque stabilizzare definitivamente tutte/i le/gli abilitate/i che si sono guadagnate/i sul campo (da sempre il 99,9 % dei docenti ha imparato a insegnare insegnando) il diritto e il dovere dell’insegnamento. Le rappresentanti del MIUR hanno risposto che il Ministero ha richiesto un parere all’Avvocatura dello Stato, che a sua volta ha chiesto agli USR ulteriori dati, in particolare sui numeri delle sentenze dei Giudici del Lavoro.
E’ apparso lampante che il MIUR, con tale richiesta all’Avvocatura (che dovrebbe esprimersi entro marzo, cioè dopo le elezioni politiche) sta applicando una politica “ponziopilatesca”: ossia lavarsene le mani e prendere tempo a nome di Gentiloni e del governo ancora in carica (il quale, lo ricordiamo, è perfettamente abilitato a emanare un Decreto-legge urgente che sani la situazione) per poi passare la “patata bollente” al prossimo Governo post elezioni (se e quando entrerà in carica). Nel contempo, sempre a copertura del governo, il MIUR cerca di evitare il caos di fine anno, ben sapendo che LICENZIARE ora migliaia di persone, oltre a provocare una risposta ancora più dura da parte delle maestre/i, provocherebbe una rivolta delle famiglie degli alunni e il disastro totale nelle scuole e negli Uffici territoriali scolastici, assolutamente non in grado di gestire la drammatica situazione che si creerebbe.
La delegazione COBAS ha espresso la sua totale insoddisfazione per la tattica dilatoria e “ponziopilatesca” del MIUR e per la smaccata irresponsabilità di un governo che avrebbe l’occasione di sanare, almeno in parte, il malfatto pluridecennale dello Stato nei confronti dei precari, sottolineando peraltro come tanti posti si renderanno disponibili nei prossimi anni, a maggior ragione se si estendesse il lavoro usurante (anticipando la pensione) a lavoratori/trici di altri segmenti scolastici, in particolare nelle scuole elementari. Abbiamo anche evidenziato le gravi implicazioni che a breve si dovranno affrontare in relazione al divieto della prosecuzione dei contratti oltre i 36 mesi, e che proprio i numeri delle iscritte/i nelle GaE, consegnatici nell’incontro, confermano che, ove disgraziatamente non si trovasse una soluzione positiva, il prossimo anno interi territori sarebbero privi di insegnanti. Infine, di fronte al pilatesco “non possumus” del MIUR, i COBAS hanno ribadito che in assenza dell’indispensabile e urgente Decreto-legge, che eviti intollerabili licenziamenti e che sani definitivamente le profonde ingiustizie perpetrate in questi anni a danno dei precari/e, la mobilitazione si intensificherà e si “indurirà”.
In tal senso i COBAS di Terni rilanceranno le proposte e le indicazioni che verranno dall’assemblea provinciale organizzata dal comitato delle “maestre d’acciaio” oggi 18/01 alle 17.30 c/o la sala Laura della Siviera, in via Carrara 2 a Terni, collegandole con le mobilitazioni previste per le prossime settimane.


Lettera agli sfruttatori, sull'Alternanza Scuola Lavoro

Al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

All'Istituto Tecnico Statale per il Turismo “Cristoforo Colombo” di Roma

A Trenitalia s.p.a

Al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane


Una ragazza minorenne, una casacca di Trenitalia indosso, una stazione tra le più affollate, periodo di festività.
“Non voglio essere obbligata a lavorare”. Questo mi ha detto ad un certo punto della nostra discussione avvenuta vicino alle macchinette distributrici di biglietti dove si trovava ad assistere alcuni passeggeri.
L'Alternanza Scuola Lavoro introdotta con la legge 107, detta “Buona Scuola”, costringe e costringerà milioni di studenti a lavorare e a farlo senza retribuzione perché la “vision” capitalista impone che l'istruzione scolastica sia subordinata alle esigenze delle aziende e degli enti che richiedono manodopera docile e gratuita.
La ragazza che Voi, destinatari di questa mia lettera, avete costretto a lavorare perché altrimenti, secondo la legge, non potrà sostenere l'esame di maturità è la vittoria, spero temporanea, di un modello sociale ed economico basato sullo sfruttamento che avete legato ad una maggiore ignoranza diffusa a livello massificato.
Infatti, le 200 o 400 ore di Alternanza Scuola Lavoro vengono svolte, in buona parte, anche a scapito delle ore di didattica, di studio pomeridiano o, perché no, di riposo e, spesso, non in contemporanea da tutta la classe di appartenenza del ragazzo o della ragazza creando grossi problemi anche al corpo docente.
Voi destinatari di questa mia sicuramente non avete mai sostenuto l'Alternanza: se avete lavorato ,lo avete fatto per scelta, cioè senza obblighi di legge, e comunque retribuiti.
Voi destinatari di questa mia sapete bene che anche all'Università i tirocini sono obbligatori e si tratta sempre di lavoro non retribuito e inoltre, negli ultimi 10 anni molti studenti e studentesse vengono invitati/e a pagarsi un Master. Il Master dura di solito un anno, costa parecchie migliaia di euro e quindi chi lo segue non riesce a lavorare per mantenersi durante il periodo di frequenza. Insomma, roba da benestanti.
Non so quanti di Voi destinatari abbiano affrontato un Master, molto dipende dall'età anagrafica, perché quasi sicuramente chi è sopra i 40 anni non ha avuto questa “necessità” imposta nel momento in cui le aziende hanno deciso di scaricare i costi di formazione sugli atenei i quali, con una specie di meccanismo che ricorda l'intramoenia, hanno ben accettato questo nuovo ruolo assegnatogli.
Ecco così che dall'Alternanza Scuola Lavoro e i Tirocini Universitari sono degli strumenti utilizzati per sfruttare legalmente studenti e studentesse e prepararli/e ad accettare qualsiasi futura condizione lavorativa, sia sul piano retributivo che su quello della totale subordinazione rispetto al “datore”.
Tutto ciò avviene grazie a Voi.
Le Aziende e gli Enti hanno bisogno di lavoro gratuito per mandare avanti la produzione o l'erogazione di servizi.
Il MIUR ed il Governo sono stati ben favorevoli a creare una legge che vada incontro a tali esigenze.
Gli Istituti scolastici, dal Dirigente, al Corpo Docente, ai Rappresentanti dei Genitori stanno dando seguito alla legge.
Chi ne paga le conseguenze sono e saranno intere generazioni di ragazzi e di ragazze mandati/e, anche da minorenni, al lavoro coatto e gratuito.
Un po' come facevano i nazisti pochi decenni fa, con altre modalità.
Tra l'altro, molto spesso, sottoponendo prima al ragazzo o alla ragazza un modulo in cui accettano il controllo totale su loro stessi da parte delle aziende, gli scaricate addosso enormi responsabilità e gli chiedete di dichiarare di conoscere il rispettivo CCNL. A 15 anni...quando Voi stessi probabilmente fate fatica a ricordare quello che c'è scritto nel vostro. Guardatevi allo specchio, se ne avete uno, e vedete se trovate la vostra immagine riflessa: secondo me sì, ma vi dà le spalle.
Il 27 dicembre scorso una ragazza minorenne stava attaccata a delle macchinette a spingere pulsanti per chi è ancora un po' impedito con la tecnologia attuale mentre molti di Voi si godevano le feste, magari con una tredicesima appena incassata.
Dovreste vergognarVi per quello che avete creato ma so che non sarà così, altrimenti mai vi sareste messi a tavolino, ciascuno con la propria responsabilità, per implementare l'Alternanza Scuola Lavoro.
Sappiate però che c'è chi non accetta questo “progetto”, a cominciare da tutti quei ragazzi e ragazze che hanno manifestato in questi anni e a cui Voi non avete dato ascolto.
Non posso neanche augurarvi di trovarvi nelle medesime condizioni di lavoro della ragazza della stazione Termini perché conscio del fatto che sareste solamente utili ad abbassare ulteriormente il costo del lavoro e ad aumentare la “competitività”, cioè lo sfruttamento.
Non prendete questa lettera come un reclamo ma come un impegno.
Un impegno contro l'Alternanza Sfruttamento Ignoranza, quello che la “vision” capitalista, ormai penetrata nelle scuole, riesce a imporre solo grazie alla subordinazione fattiva di quegli adulti che rinunciano, magari solo per quieto vivere, a combatterla e, anzi, la portano avanti scucendo anche qualche “premio” in busta paga.
Insomma, sul lavoro obbligatorio e gratuito di milioni di ragazzi e ragazze, ci guadagnano in pochi e non sono di certo coloro che prestano involontariamente il proprio tempo e le proprie energie.
“Arbeit Macht Frei” scrivevano i nazisti supportati dai fascisti: non mi sembra vi stiate discostando un granché dal concetto.

Andrea Silvestri

E’ LO STATO AD AVER BISOGNO DELLE MAESTRE/I CHE LAVORANO A 11 EURO L’ORA, COSÌ COME DI TUTTI I PRECARI/E SFRUTTATI DA DECENNI NELLA SCUOLA

domenica 14 gennaio 2018

E’ LO STATO AD AVER BISOGNO DELLE MAESTRE/I CHE LAVORANO A 11 EURO L’ORA, COSÌ COME DI TUTTI I PRECARI/E SFRUTTATI DA DECENNI NELLA SCUOLA
DOPO L’INACCETTABILE SENTENZA POLITICA DEL CONSIGLIO DI STATO OCCORRE AL PIÙ PRESTO UN DECRETO DEL GOVERNO CHE STABILIZZI TUTTI I DOCENTI ABILITATI
 Dopo il successo dello sciopero e delle manifestazioni dell'8 Gennaio - ove le maestre/i hanno risposto splendidamente all'arroganza di “consiglieri di Stato” che guadagnano 100 volte più di loro, intenzionati a buttar fuori migliaia di docenti per anni spremuti come limoni a 11 euro l’ora e considerati fino ad ora abili a insegnare - il MIUR convoca il 17 gennaio i COBAS, assieme ad altri sindacati, per affrontare la questione dei diplomati magistrali. La convocazione è il frutto della grande mobilitazione in atto, che ha mostrato anche al MIUR come i sindacati “monopolisti” non solo non rappresentano le migliaia di docenti che hanno lottato per ottenere quanto spettava loro di diritto, ma neanche sono interessati ad una positiva risoluzione in materia. Al MIUR sanno bene che con l’ultima sentenza il Consiglio di Stato ha smentito sé stesso, dopo che ben cinque sue sentenze precedenti avevano dato ragione ai diplomati magistrali. E sanno che si è trattato di una spudorata sentenza politica, come politica è stata negli  ultimi decenni la volontà di tutti i governi di utilizzare massicciamente il precariato per risparmiare un buon 30% nelle spese di personale ed evitarne la ribellione frammentando la categoria in mille sotto-gruppi messi cinicamente in conflitto tra loro.
Non sono i precari/e a dover “pietire” per una loro giusta sistemazione ma sono i governi, è lo Stato, è la scuola ad avere un bisogno assoluto delle centinaia di migliaia di precari che vi operano da anni, in condizioni di lavoro sempre più pesanti e pagati/e meno di una qualsiasi baby-sitter. Per il prossimo anno scolastico le domande di pensionamento sono il 26% in più degli anni passati: i prigionieri della riforma Fornero fuggono da una scuola-azienda che ha reso umilianti le condizioni di lavoro, la didattica, i rapporti con studenti e famiglie: e lo faranno nei prossimi anni tutti/e quelli che potranno. Dunque, lo Stato deve ringraziare le centinaia di migliaia di giovani (e meno giovani) disposti a subentrare: e conseguentemente finirla con l’imposizione del precariato a vita, stabilizzando definitivamente tutti gli abilitati/e che si sono guadagnati sul campo (ricordiamo che nella scuola italiana il 99,9 % dei docenti ha imparato a insegnare insegnando) il diritto e il dovere dell’insegnamento. Quindi, al più presto il governo ancora in carica deve emanare un decreto che sani una volta per tutte la situazione: non è più tollerabile che i diritti dei lavoratori/trici vengano decisi con sentenze “tribunalizie” per giunta contraddittorie, illegittime e strumentali. Di conseguenza, sulla base delle volontà espresse nella loro mobilitazione dalle maestre/i e della necessità di  proposte unificanti che evitino una ennesima “guerra tra poveri”, all'incontro del 17 prossimo i COBAS presenteranno alla Ministra una piattaforma unificante per tutti i precari/e della scuola, dall'infanzia alla secondaria, basata sui seguenti punti:
1) Le/gli immesse/i in ruolo che hanno superato l'anno di prova mantengono il proprio posto e lo stesso vale per chi deve superare l'anno di prova in questo anno scolastico. 
2) Permanenza nelle GAE, in base al punteggio acquisito, di tutti/e i/le docenti con relativo scioglimento della riserva
3) Riapertura delle GAE, in tutti gli ordini di scuola, per tutti/e i/le docenti in possesso di abilitazione (Diplomati Magistrali con titolo conseguito entro l'a.s. 2001/2002, Laureati in Scienze della Formazione Primaria Vecchio e Nuovo Ordinamento,  PAS, TFA)
4) Immissione in ruolo di TUTTI i precari con 3 anni di servizio presso le scuole di ogni ordine e grado 
Tutto questo va ottenuto mediante un tempestivo Decreto legge che sani definitivamente le profonde ingiustizie perpetrate in questi anni a danno di centinaia di migliaia di precari/e, oltre ad evitare intollerabili licenziamenti che paralizzerebbero la scuola dell’infanzia e primaria.

GIOVEDì 18/01, ORE 17.30, VIA CARRARA 2, TERNI, ASSEMBLEA MAESTRI/E

BALLATA DELLA BUONA SCUOLA

sabato 13 gennaio 2018

di Giulietta Poli

C’era una volta in un Paese strano

una Maestra, sempre con la penna in mano.
La Maestra era umile e molto destra
aveva insegnato persino in una foresta.
Aveva insegnato molti anni ,brava e vera ,
ma ahimè posto per lei non c’è n’era!
Finché un bel giorno, finalmente,
le diedero un posto quasi decente.
Nella Scuola Pubblica che lei tanto amava
ma che qualcuno nel paese, non si sa perché, detestava.
Ebbe una classe con dei bimbi belli
che le guardavano sempre i capelli.
Un triste giorno arrivò una ministra
con i capelli rossi, molto trista!
“La Buona Scuola” disse la ministra
“Non è per voi … siete fuori dalla lista!”
Così’ la maestra, sconsolata, si trovò fuori da ogni portata.
Triste lei… tristi i bambini…
“Ma non si accorgono che siamo piccolini?”
Tornava la maestra cinquantenne a far supplenze
senza che nessun dicesse niente su questo presupponenze?
Forse sì… forse no…
Meglio aspettare un po’. Lo dicevano anche i sindacati
Ma…. intanto quei bimbi erano molto provati.
Disse la Maestra cinquantenne avvilita:
“E no! Qui si parla della mia vita”
“Adesso basta! Pochi soldi al mese…
E ne paghiamo pure le spese!”
“Adesso basta” dissero i bambini
“Saremo pure piccolini….
Ma vogliamo tosto tosto
la nostra Maestra di nuovo al suo posto”
Ma la ministra non li ascoltava
Non aveva capito di che si parlava!
Detto fatto fecero uno sciopero
Era l’unico sistema vero!
Viva la Scuola!
Ma quella vera
di cui siamo Partigiani da mane a sera!
Viva la Scuola!
Ma quella bella
che abbiam sognato come una stella!
Viva i bambini che son tutti belli
con occhi lucidi e brillanti capelli!
Viva le Maestre e tutti i Professori!
Senza di loro nel paese sarebbero dolori!
Viva quella che noi crediamo Cultura:
senza di lei nel paese sarebbe dura!
Senza aver di ciò alcuna paura!
La vita è bella!
Assomiglierebbe quasi ad una stella!
Chi scrive questa storia è una Maestra
Ancora attiva e destra
Però per la legge Fornero
la sua pensione è quasi un mistero.
Dissero che no… che non poteva
Ed ad insegnare lei continuare doveva
Stanca, esausta, quasi distrutta
la Maestra pensò “Siamo alla frutta”
Malgrado ciò lei continuò
senza ma ne però!
Continuò ad insegnare nel Paese strano
tenendo i suoi bimbi per la mano.


Giulietta Poli - Insegnante Scuola Primaria - Padova

GRANDE SUCCESSO DELLO SCIOPERO E DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLE DIPLOMATE/I MAGISTRALI

lunedì 8 gennaio 2018

GRANDE SUCCESSO DELLO SCIOPERO E DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DELLE DIPLOMATE/I MAGISTRALI, ALMENO 5000 MAESTRE/I PROTESTANO AL MIUR DURANTE TUTTA LA GIORNATA
 Ora il movimento di lotta deve riunirsi in assemblee provinciali/regionali, verso una Assemblea nazionale che produca una piattaforma unitaria e le prossime iniziative di lotta

E’ terminata poco fa, dopo otto ore, l’eccellente manifestazione di protesta delle maestre/i diplomate/i magistrali contro l’inaccettabile sentenza del Consiglio di Stato che vorrebbe annullare i diritti acquisiti di questa importante parte della categoria, sentenza che va contro tutte le precedenti che in questi anni avevano dato ragione a decine di migliaia di docenti che adesso si vedono negare persino il diritto all’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento (GAE), e che vengono retrocessi a docenti di serie C. I manifestanti, sostenuti da uno sciopero plebiscitario che ha coinvolto circa il 90% del settore (il conto non va fatto su tutti i docenti delle primarie e dell’infanzia, ma solo sulla parte delle maestre/i alle quali era rivolto), hanno ribadito l’insopportabilità di una sentenza che intenderebbe cancellare il fatto che migliaia di docenti sono stati utilizzati, e spremuti come limoni, in questi anni, venendo considerati perfettamente abili a svolgere il loro lavoro (in Italia nessuno/a ha insegnato a insegnare al 99% degli attuali docenti in tutti gli ordini di scuola: l’apprendimento è avvenuto sempre “sul campo”), peraltro con stipendi miserabili rapportati al resto d’Europa (una maestra con 10 anni di lavoro guadagna circa 11 euro l’ora netti, per integrare in una stessa classe alunni normodotati, disabili, migranti con scarsa conoscenza della lingua, nomadi ecc.). Le maestre/i hanno sottolineato i drammatici problemi che la sentenza impone ai diplomati magistrali, molti/e dei quali con nomine annuali dalle GAE, in diversi/e già immessi in ruolo, e che ora, oltre alla perdita del lavoro, rischiano di ritrovarsi inseriti in seconda fascia o addirittura in terza.
LE... MAESTRE D'ACCIAIO DA TERNI E DALL'UMBRIA
La delegazione dei COBAS, Anief e maestre autorganizzate, ricevuta dalla ministra, ha ribadito che la scuola italiana di questi docenti non può assolutamente fare a meno. Guai, dunque, se ci fossero da parte del MIUR decisioni sciagurate che dovessero far saltare, nell’anno in corso, la continuità didattica per migliaia di alunni e i posti di lavoro per migliaia di docenti. Ma hanno anche detto che ora il problema  è strettamente politico: il governo attuale è perfettamente abilitato ad emanare un decreto che sani la situazione, garantendo i diritti dei lavoratori/trici: o almeno può preparare il terreno perché tale decreto venga emanato dal prossimo governo in carica, una volta insediatosi, trovando un accordo anche con le attuali opposizioni. Nel frattempo chi è stato immesso in ruolo dovrà mantenere il proprio posto: per chi ha già fatto l’anno di prova, esso vale molto di più di un concorso abilitante. Contemporaneamente, chi è inserito con riserva nelle GAE (graduatorie ad esaurimento) deve poter mantenere la propria posizione, così come chi ha avuto un incarico annuale. Resta da stabilire la posizione del MIUR e del governo (questo o il prossimo) nei confronti delle restanti altre maestre/i diplomate/i. Su questo punto si sono espresse varie posizioni nel corso della manifestazione, da chi ritiene che debbano essere riaperte le GAE per tutti/e, a chi pensa che possa essere accettabile anche un concorso riservato e non selettivo a cui ammettere tutti/e quelli/e non ancora inseriti nelle GAE. Per arrivare ad una piattaforma condivisa che consenta al movimento di lotta di presentarsi compatto ad una trattativa, riteniamo che vadano convocate con urgenza Assemblee provinciali e regionali che decidano delegati/e e piattaforme da portare ad una Assemblea nazionale, da tenersi entro il mese di gennaio, che elabori una piattaforma unitaria e che decida le prossime forme di lotta. I COBAS si impegnano a rispettare e a sostenere quanto verrà deciso in tale Assemblea ed in ogni caso saranno al fianco delle maestre/i in lotta fino al raggiungimento dei loro obiettivi.
strappate tante tessere dei sindacati confederati al governo...
della CISL (qui) e della CGIL (il sindacato da cui viene
 la ministra Fedeli)

Sconcertante comunicato della Commissione di garanzia contro i COBAS e le maestre/i in lotta contro la sentenza del Consiglio di Stato, dopo il grande successo dello sciopero e della manifestazione nazionale a Roma

Comunicato-stampa


Sconcertante comunicato della Commissione di garanzia contro i COBAS e le maestre/i in lotta contro la sentenza del Consiglio di Stato, dopo il grande successo dello sciopero e della manifestazione nazionale a Roma.


 Da tempo abbiamo preso atto di come la Commissione di garanzia, incaricata di “vigilare” sul rispetto della legge 146/1990 che regola l’effettuazione degli scioperi nelle strutture pubbliche e nei servizi, vada sovente oltre le proprie funzioni e tenda alla riscrittura delle “regole del gioco” in solipsistica autonomia. Ma con il comunicato di oggi, inviato a tutti i mass media nazionali e locali, la Commissione si è davvero superata, commettendo una grave scorrettezza soprattutto nei riguardi delle decine di migliaia di lavoratrici/tori che oggi hanno scioperato e manifestato contro l’inaccettabile sentenza del Consiglio di Stato (al cui proposito rimandiamo al nostro precedente comunicato). Nel comunicato, infatti, si dichiarano illegittime le modalità della convocazione COBAS, lasciando credere che per questo lo sciopero di oggi sia illegittimo,  e risultando quindi una sorta di minaccia generalizzata alle maestre/i in lotta. Ma come stanno realmente le cose?
1) Le regole dello sciopero nella scuola prevedono che per convocare lo sciopero su temi contrattabili una organizzazione debba tentare una “conciliazione” con la controparte, di solito il MIUR, e che poi, in caso di fallimento della conciliazione, indica lo sciopero con almeno 15 giorni di anticipo. Questo per consentire all’Amministrazione di avvertire le scuole, gli studenti e le famiglie dello sciopero stesso e per organizzare il funzionamento della scuola e dei suoi “servizi”. 2) Lo sciopero dell’8 gennaio è stato convocato con larghissimo anticipo dal sindacato SAESE, che ha coperto gli scioperanti e l’informazione all’utenza assai prima dei tempi abituali, e il MIUR ha avvisato le scuole con altrettanto anticipo. I COBAS si sono limitati ad aderire a tale sciopero, aggiungendo che però invitavano a scioperare solamente i docenti della scuola dell’infanzia e della primaria (il SAESE lo aveva rivolto a tutti gli ordini di scuola) in lotta contro la sentenza succitata, e comunicando per correttezza tale adesione al MIUR 13 giorni prima dello sciopero, stante la sovrapposizione delle giornate di Natale e S.Stefano. 3) La Commissione ci ha contestato che così avremmo convocato una sorta di altro sciopero e ci ha invitato a rettificare la convocazione: cosa che abbiamo immediatamente fatto, comunicando la adesione allo sciopero SAESE, senza ulteriori distinzioni. Ora la Commissione insiste sul fatto che anche le adesioni vanno date almeno 15 giorni prima dello sciopero, contraddicendo platealmente la “ratio” della regola, che è stata imposta dal legislatore per avvertire in tempo l’utenza. Visto che, in questo caso, l’utenza è stata avvertita addirittura un mese prima dal SAESE, è evidente che la nostra adesione 15 o 13 giorni prima, non cambia nulla dal punto di vista delle comunicazioni.
In ogni caso, è inaccettabile che il contenzioso tra la Commissione e i COBAS, a cui vedremo quale seguito vorrà dare la Commissione stessa, appaia nel comunicato una messa in discussione della legittimità dello sciopero di oggi “tout court” che risulta abbondantemente coperto e con largo anticipo dal SAESE e a cui varie altre organizzazioni hanno aderito anche qualche giorno prima di noi. E comunque nulla da temere hanno le maestre/i che brillantemente oggi hanno segnato una grande giornata di lotta.
Piero Bernocchi   portavoce nazionale COBAS
8 gennaio 2018

BALLATA DELLA BUONA SCUOLA

è appena partito il pullman da Terni.
siamo 24 docenti per manifestare sotto ill MIUR contro la vergognosa sentenza del CDS che vorrebbe licenziare o annichilire la professionalità ed il servizio di migliaia di maestri e maestre che da anni mandano avanti le nostre scuole.
seguiranno aggiornamenti da Roma.
f

BALLATA DELLA BUONA SCUOLA

C’era una volta in un Paese strano 
una Maestra, sempre con la penna in mano.
La Maestra era umile e molto destra
aveva insegnato persino in una foresta.
Aveva insegnato molti anni, brava e vera ,
ma ahimè posto per lei non c’è n’era!
Finché un bel giorno, finalmente,
le diedero un posto quasi decente.
Nella Scuola Pubblica che lei tanto amava
ma che qualcuno nel paese, non si sa perché, detestava. 
Ebbe una classe con dei bimbi belli
che le guardavano sempre i capelli.
Un triste giorno arrivò una ministra
con i capelli rossi, molto trista!
“La Buona Scuola” disse la ministra 
“Non è per voi … siete fuori dalla lista!”
Così’ la maestra, sconsolata, si trovò fuori da ogni portata.
Triste lei… tristi i bambini…
“Ma non si accorgono che siamo piccolini?”
Tornava la maestra cinquantenne a far supplenze
senza che nessun dicesse niente su questo presupponenze?
Forse sì… forse no…
Meglio aspettare un po’.
Lo dicevano anche i sindacati 
Ma…. intanto quei bimbi erano molto provati.
Disse la Maestra cinquantenne avvilita:
“E no! Qui si parla della mia vita”
“Adesso basta! Pochi soldi al mese…
E ne paghiamo pure le spese!”
“Adesso basta” dissero i bambini
“Saremo pure piccolini….
Ma vogliamo tosto tosto
la nostra Maestra di nuovo al suo posto”
Ma la ministra non li ascoltava
Non aveva capito di che si parlava!
Detto fatto fecero uno sciopero
Era l’unico sistema vero!
Viva la Scuola!
Ma quella vera 
di cui siamo Partigiani da mane a sera!
Viva la Scuola!
Ma quella bella
che abbiam sognato come una stella!
Viva i bambini che son tutti belli
con occhi lucidi e brillanti capelli!
Viva le Maestre e tutti i Professori!
Senza di loro nel paese sarebbero dolori!
Viva quella che noi crediamo Cultura:
senza di lei nel paese sarebbe dura!
Senza aver di ciò alcuna paura!
La vita è bella!
Assomiglierebbe quasi ad una stella!
Chi scrive questa storia è una Maestra
Ancora attiva e destra
Però per la legge Fornero
la sua pensione è quasi un mistero.
Dissero che no… che non poteva
Ed ad insegnare lei continuare doveva
Stanca, esausta, quasi distrutta
la Maestra pensò “Siamo alla frutta”
Malgrado ciò lei continuò
senza ma ne però!
Continuò ad insegnare nel Paese strano
tenendo i suoi bimbi per la mano.
Padova 7/1/18 Giulietta Poli -Insegnante Scuola Primaria - Padova

ABILITATE QUANDO SERVE, LICENZIATE QUANDO CONVIENE

sabato 6 gennaio 2018

DA TERNI IL PULLMAN PARTE ALLE ORE 7.30 DAL TERMINAL BUS DI PIAZZA DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE.
Per INFO E PRENOTAZIONI: 328 6536553

ABILITATE QUANDO SERVE, LICENZIATE QUANDO CONVIENE
sciopero e presidio sotto al MIUR l'8/01/18 contro la vergognosa sentenza dell'adunanza plenaria del Consiglio di Stato

I Cobas Scuola hanno indetto lunedì 8 gennaio uno sciopero e promosso una manifestazione nazionale che si terrà a Roma alle ore 10.00 davanti al MIUR. 
Chiederemo che una delegazione di diplomati magistrali venga ricevuta dal Ministro.
  
I sindacati “rappresentativi” invitano a non scioperare lunedì 8 gennaio poiché millantano che saranno loro a risolvere la situazione con una ”semplice” trattativa! Proprio quei sindacati che ora sono pronti a dettare la loro "piattaforma" politica, (forse per effetto delle imminenti elezioni RSU...!) quando non hanno mai detto e/o fatto nulla per questi insegnanti “consegnandoli” di fatto a gruppi di avvocati che si sono arricchiti sulle loro “disgrazie”. Noi non ci stiamo: i sindacati di Stato non rappresentano questi insegnanti che negli anni hanno lottato, scioperato e ottenuto un ruolo che spettava loro di diritto.
Non può certo essere una ministra, che neanche possiede il diploma, a decidere le sorti di chi per anni ha "tappato buchi", ha mandato avanti la scuola per l’infanzia e la primaria e ne costituisce oggi  ha di fatto rappresentato un pilastro fondamentale per la scuola primaria e dell'infanzia.
Il problema è POLITICO: non possiamo più tollerare che i diritti dei lavoratori vengano decisi dentro le aule di un tribunale.
Bisogna al più presto porre fine a queste assurdità!
Ecco le proposte dei Cobas della scuola, che rappresenteremo al MIUR durante il presidio di lunedì, per porre un rimedio a questa paradossale situazione:
  1. Chi è stato immesso in ruolo dovrà mantenere il proprio posto: l’anno di prova vale molto di più di un concorso abilitante
  2. Lo stesso vale per chi sta facendo in questo anno scolastico l'anno di prova.
  3. Per chi è inserito nelle GAE si attivi, al più presto, una "procedura di natura concorsuale" non selettiva per inserire, dopo un periodo di formazione (peraltro previsto dalla L.107) tutti i diplomati magistrali in GaE o comunque in una graduatoria specifica dalla quale attingere per le immissioni in ruolo
  4. Basterebbe un semplice decreto per risolvere la situazione che, oltre a licenziare migliaia di insegnanti, rischia di paralizzare la scuola dell'infanzia e primaria

DA TERNI IL PULLMAN PARTE ALLE ORE 7.30 DELL’8 GENNAIO DAL TERMINAL BUS DI PIAZZA DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE.
INFO E PRENOTAZIONI: 328 6536553

Vergognosa sentenza del Consiglio di Stato contro i diplomati/e magistrali

giovedì 28 dicembre 2017

Vergognosa sentenza del Consiglio di Stato contro i diplomati/e magistrali8 gennaio 2018 sciopero dei/delle docenti della scuola Primaria e dell’Infanzia
Manifestazione nazionale a Roma, MIUR (v.le Trastevere) ore 9.30

Il Consiglio di Stato, dopo l’udienza del 15 novembre, ha pubblicato il 21 dicembre una vergognosa sentenza contro i diplomati/e magistrali, che va contro tutte le precedenti sentenze che in questi anni avevano dato ragione a decine di migliaia di docenti che adesso si vedono negare persino il diritto all’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento (GAE), e che vengono retrocessi a docenti di serie C. Questa sentenza pone drammatici problemi, professionali ed umani, ai diplomati magistrali. Molti/e di loro hanno avuto nomine annuali dalle GAE, in diversi/e sono già stati/e immessi in ruolo, e ora, oltre alla perdita del posto di lavoro, rischiano di ritrovarsi improvvisamente reinseriti in seconda fascia o, secondo un’interpretazione ancora più penalizzante della sentenza, addirittura in terza fascia.
Una sentenza ingiusta, spietata e intollerabile, che gioca con la vita di decine di migliaia di lavoratori/trici: così come è insopportabile che il MIUR e il governo non abbiano voluto risolvere un problema serissimo non solo per i lavoratori/trici coinvolti ma per tutta la scuola italiana che di questi docenti non può assolutamente fare a meno. Guai, dunque, se ci fossero da parte del MIUR, utilizzando questa assurda sentenza, passi sciaguratamente avventati durante l’anno in corso, che dovessero far saltare la continuità didattica per migliaia di alunni e i posti di lavoro per migliaia di docenti. Se i tribunali dovessero far decadere tutte le supplenze e le immissioni in ruolo, la scuola primaria e quella dell’infanzia entrerebbero in un caos totale. Il problema è strettamente politico: è intollerabile che i diritti dei lavoratori/trici vengano vanificati dai tribunali.
Bisogna porre fine subito a queste assurdità! Esigiamo che il MIUR ed il governo pongano immediato rimedio (e non rinviando alla prossima legislatura) a questa vergogna che potrebbe portare ad un licenziamento di massa di 5300 lavoratori/trici, oltre che a negare la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato ad altri 60 mila lavoratori/trici. Chi è stato immesso in ruolo dovrà mantenere il proprio posto. Per chi ha già fatto l’anno di prova, esso vale molto di più di un concorso abilitante. Chi è inserito con riserva nelle GAE deve poter mantenere la propria posizione, così come chi ha avuto un incarico annuale.
Per raggiungere questi obiettivi e annullare i possibili effetti deleteri della sciagurata sentenza, i COBAS hanno indetto, insieme ad altre organizzazioni, per lunedì 8 gennaio lo sciopero della scuola primaria e dell’infanzia, e una manifestazione nazionale a Roma (MIUR, V.le Trastevere, ore 9.30) per la quale le nostre sedi stanno organizzando i bus per portare a Roma il maggior numero possibile di docenti. Chiederemo che una delegazione di diplomati/e magistrali venga ricevuta dalla Ministra Fedeli.
Esecutivo nazionale COBAS - Comitati di Base della Scuola

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