TFA: LA TRUFFA FORMTIVA ATTIVA

giovedì 31 maggio 2012



Parlerò ora di una questione che riguarda migliaia di persone, donne e uomini, che vivranno sulla propria pelle quel senso dell'illusione che alimenta vane speranze e lucri incessanti per i soliti noti.
L'articolo 640 c.p. Al comma 1° specifica che Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032. 

Però esiste anche una Truffa non necessariamente penale, ma sostanziale, ovvero lucrare sulle speranze delle persone. 

Il TFA, ovvero Il Tirocinio Formativo Attivo (TFA) è un corso abilitante all’insegnamento istituito dalle università. Esso ha durata annuale e attribuisce, tramite un esame finale il titolo di abilitazione all’insegnamento in base alla variegata normativa esistente.
Nel sito della Camera dei Deputati, quando si cerca la voce TFA, si legge nella premessa che il TFA altro non è che il regolamento relativo alla formazione iniziale degli insegnanti di tutti gli ordini di scuole, pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 31 gennaio 2011, intende contemperare il rafforzamento delle conoscenze disciplinari con lo sviluppo di capacità didattiche, psico-pedagogiche, organizzative, relazionali e comunicative.

Nel corso del tempo si sono susseguiti una marea interminabile e sempre più irrequieta di faq, circolari, note, decreti, cercando di chiarire le modalità operative che caratterizzano il TFA.
I costi sono elevati, si parte dai circa 100 euro per ciascuna classe di abilitazione, ai 2500/3000 euro di media per iscriversi al TFA nel caso di esito positivo del test di ammissione e visti i tempi vigenti, drammatici, non si deve dimenticare che molte famiglie si indebitano per offrire una illusoria speranza ai propri figli ed indebitarsi oggi è un grave rischio sia sociale che morale.
E quello Stato che dice di operare come un buon padre di famiglia perchè non valuta tutto ciò?
La risposta è ovvia, perchè il profitto viene prima di ogni dignità.
Corsi ovviamente istituiti dalle Università, ma come sempre accade è nato un business immenso.
Corsi a pagamento di preparazione, libri, e tanto altro.
E per cosa?
Parliamo di migliaia di precari.
Migliaia di persone, molte delle quali già hanno insegnato ed insegnano ancora oggi nella scuola, che dovranno iscriversi a questi corsi, costosi, solo per maturare quell'abilitazione all'insegnamento da cui non discenderà alcun obbligo di assunzione in ruolo, ovvero di avere il contratto a tempo indeterminato.
In sostanza sono corsi che serviranno a qualificare meglio la precarietà, ad arricchire le casse dei soliti noti e favorire l'illusione di moltissime persone.
Già, perché molti, moltissimi precari, pensano che superando quel test potranno lavorare nella scuola ed ottenere un contratto a tempo indeterminato.
Perché è maturato questo convincimento?
E' una speranza onerosa ed illusoria.
Parlo di truffa perché si inducono migliaia di lavoratori, di laureati a sborsare cifre considerevoli per intraprendere un percorso che non è dato comprendere dove porterà.
Uno Stato serio , prima di organizzare detti corsi come minimo dovrebbe realizzare una situazione di trasparenza e chiarezza consistente nel fare comprendere quali siano le situazioni reali anche nel settore della scuola.
Esiste il problema dei soprannumerari, diecimila docenti, circa , per non parlare del problema dei docenti idonei ad altri compiti, 4500 circa, esiste il rischio di licenziamento, esiste il rischio di effettuare ancora tagli, ed allora come pensare di assumere nuove leve quando non si riescono ad impiegare le risorse umane già esistenti?
Per non parlare del problema di tutti qui ricorrenti che hanno vinto le cause per la stabilizzazione ed oggi ancora non sono stati assunti a tempo indeterminato.
Certo, a livello normativo non si dice che il TFA ti garantisce l'assunzione in ruolo, ma solo il conseguimento dell'abilitazione che poi in qualche tempo non compreso, potrà condurti ad una ipotetica immissione in ruolo dopo ed ancora dopo il superamento di un concorso pubblico.
Si dovrebbe attuare una riforma organica e strutturale della Scuola.
Per esempio riducendo il rapporto tra studenti e docenti, revisionando le classi di concorso, effettuando un monitoraggio reale ove sia possibile comprendere il reale fabbisogno della scuola.
Solo quando tutto ciò sarà compiutamente realizzato allora potrebbe avere forse un senso il TFA, altrimenti sarà solo una perdita di tempo, una grande ed immensa illusione ed un gran lucro per tutti quei soggetti che guadagneranno sulle speranze dei precari.
Sarebbe cosa giusta, vista la situazione economica e sociale vigente, vista la non chiarezza dei posti esistenti nella scuola, vista la non chiarezza sulla indizione o meno di un concorso pubblico successivo ai TFA, l'adozione di un provvedimento che comporti l'annullamento del TFA.
Ma come sempre accade in questo Paese il tutto si muove in direzione contraria.
Contraria ad ogni buon e razionale senso.
Buon senso razionale vorrebbe l'annullamento immediato dei TFA che non condurranno da nessuna parte, salvo favorire il business già in itinere a favore di quei soggetti anche universitari che lucreranno sulle speranze di migliaia di persone e parcheggiare i precari in un limbo dominato dal perenne dubbio del lavoro stabile sospirato nella Scuola Pubblica Statale italiana.

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